18) Schopenhauer. Sul suicidio.
A. Schopenhauer osserva che la Volont sopravvive anche quando gli
individui muoiono: quindi il suicidio non sconfigge la "Volont di
vivere", ma ne  un'affermazione.
A. Schopenhauer, Il mondo come volont e rappresentazione, I, 54
(vedi manuale pagina 134).

 Chi  oppresso dal peso della vita, chi vorrebbe e afferma la
vita, ma ne aborre i tormenti, e soprattutto non riesce a
tollerare pi a lungo il duro destino, che proprio a lui 
capitato: questi non deve sperare una liberazione dalla morte, e
non pu salvarsi col suicidio; solo con un falso miraggio lo
attrae l'oscuro, freddo Orco, come porto di quiete. La terra si
volge dal giorno verso la notte; l'individuo muore; ma il sole
arde senza interruzione in eterno meriggio. Alla volont di vivere
 assicurata la vita: la forma della vita  un presente senza
fine; non importa che nascano e periscano nel tempo gli individui,
fenomeni dell'idea, simili a sogni fugaci. Il suicidio ci appare
gi da questo come un'azione inutile e quindi stolta: quando
saremo proceduti pi oltre nella nostra indagine, ci si presenter
in una luce ancor pi sfavorevole.
Grande Antologia Filosofica, Marzorati, Milano, 1971, volume
diciannovesimo, pagina 662.
